oltre le spine
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Marcia dei Tori..proprio così! |
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MERCOLEDÌ, 02 GIUGNO 2010 |
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Autore: LORIANO BALDINI Sì, la Marcia dei Tori, sul crinale del Passo di Croce Arcana…… me ne parlò parecchi anni fa il mio amico (d’infanzia) Paolino Malavasi. Una corsa dura: ecco l’idea che mi feci in base alle sue parole , al suo racconto, e che mi restò in mente…. Sto uscendo, mi auguro, da un periodo nel quale non ho avuto molto tempo da dedicare a corse diciamo un po’ fuori dal comune.. fatto sta che alle 9 di domenica mattina sono a Capanna Tassone e mi iscrivo. Solo qualche minuto prima della partenza, quando mi unisco al gruppo dei partenti, inizio a rendermi conto delle sorprese che una corsa di questo genere può comportare. Innanzitutto l’abbigliamento: non mi sono portato una bella maglia di lana e tantomeno un K-way che trattenga l’aria. C’è un forte vento quaggiù nel bosco, figuriamoci sul crinale. Guardando e ascoltando i discorsi di chi mi sta intorno vedo che molti hanno scarpe ‘tecniche’ e, mi dicono, che hanno una maggior tenuta sul fango, sul fogliame caduto, che proteggono la pianta del piede dai sassi di ogni dimensione che troveremo sul percorso… Scopro inoltre solo ora la lunghezza del percorso 14 km e c’è qualcuno che mi mette sotto il naso un prospetto altimetrico: non indosso gli occhiali da vista ma riesco a memorizzare la quota di Capanna Tassone (1.317 mt) e la quota del Monte Spigolino (1.827) Azzo !!! Si parte. Un discreto tratto in discesa che già mette preoccupazione in quanto, tutti questi, saranno metri di quota da recuperare. Tratti di salita e discesa poi all’improvviso la strada si stringe a sinistra in un sentiero : si entra nel bosco. Ora occorre stare attenti al fondo pieno di insidie: fango, rami spezzati, radici che emergono improvvise dal terreno, massi da evitare o sui quali salire. Meglio lasciare qualche metro a chi ci sta davanti per avere una visuale migliore. Mi chiedo come possa presentarsi questo percorso in caso di pioggia o addirittura neve. Poi altra imprevista virata a sinistra e il sentiero scompare …. Siamo ancora all’interno del bosco e si sale .. una pendenza veramente importante .. camminiamo tutti quanti.. Usciamo dalla vegetazione, oltre questa quota non vi sono più alberi. Un attraversamento pericoloso su un crinale: un forte vento laterale che ci ghiaccia il sudore sulla pelle e guardiamo la cima che ci sta davanti. Non può essere lo Spigolino, ha la sommità arrotondata… Ora di nuovo corriamo sul fianco di questa cima e all’improvviso eccolo sopra di noi. Un enorme scalinata, una piramide disseminata di macchie colorate che si arrampicano procedendo a zig-zag. Penso che terminata la scalata di questa cima avremo portato a termine un’impresa nell’impresa!! Si sale usando le mani sia per spingere sulle ginocchia che per aggrapparsi ai massi intorno. Parliamo. Mi complimento col tizio che mi sta davanti e che impreca. Un fisicaccio, molto più pesante di me, ma evidentemente ben preparato, deciso a non mollare. Poco prima della cima Italo ci aspetta per immortalarci. Poi inizia la discesa verso il Passo di Croce Arcana. Qui c’è Teida a riprenderci con la macchina fotografica. Ma quasi tutti abbiamo gli occhi puntati a terra : se pur con la vista annebbiata da goccioloni di lacrime, provocati dal forte vento del crinale, guardiamo con attenzione dove mettiamo i piedi. Siamo quasi al Paso di Croce Arcana. Mi succede una cosa mai capitata prima: il vento laterale che arriva sul crinale è talmente forte che spinge il piede alzato a sbattere sul polpaccio del piede in appoggio: rischio di cadere parecchie volte. Passato l’affanno della salita i miei occhi riacquistano nuovamente la visione in Tecnicolor : bellissimi fiori gialli e altri di colore blu pavone. E inoltre l’erbetta caratteristica di queste quote:verde e morbidissima. E’ piacevole sentir affondare il piede su questo fondo soffice. Poi una salita, pazienza !. Poi un’altra, pazienza ! Poi un’altra ancora. E quando inizia la discesa ??? No, c’è ancora un’ultima salita, i Balzoni (1.750 mt) che non avevo notato sulla mappa altimetrica… Procedo come tanti altri di passo. Ho modo di pensare a questa corsa, che mi sembra esagerata ! Però mi dico; non a caso l’hanno chiamata ‘marcia’ (dei Tori) e allora va bene così. Inizia la discesa. Esagerata anche questa. Come tanti rischio di cadere. I riflessi sono appannati e il fondo pieno di insidie. Qualcuno cade. Poi il tratto finale su un bel fondo. L’arrivo. Un buffet fantastico e tanti visi soddisfatti. Grazie a tutti.
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racconto fantastico, così come l’ho vissuto, è stato un vero piacere.
E’ un periodo in cui desidererei vivere in solitudine, ma questo giorno in mezzo a tanta gente mi sono sentito finalmente bene.
Fabrizio
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Ragazzi non Insistete, questa non la faccio.
http://www.vallediledro.com/lang/IT/pagine/dettaglio/bike,34/naturaid_valle_di_ledro,104.html
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